La diversitá della famiglia dominicana

2010-01-06
Le differenze tra la famiglia italiana e quella dominicana - Le abitudini a tavola

In Italia, ma credo in tutto il vecchio continente, la cena è il momento di aggregazione della famiglia. La tavola viene imbandita, si aspetta che tutti i componenti della famiglia si siano seduti, per poi servire il mangiare.

I padri parlano con i figli, le madri spesso fanno da mediatore, mentre i nonni osservano tutto con un certo distacco e, dall’alto della loro esperienza, fanno da arbitri nelle varie questioni che vengono “INTAVOLATE”.

Personalmente, in questo rito quotidiano, ho imparato ad apprezzare il bel discorso, l’arte di esprimermi e anche il buon mangiare e, non ultimo, il senso della puntualità. Si, perché se arrivavo in ritardo, ero inibito alla tavola e saltavo la cena, sentendomi escluso dalla famiglia.

Sull’argomento ci si potrebbe dilungare all’infinito, ricordando il ruolo della tavola, nel Medio Evo, nei monasteri, nei palazzi dei nobili, nelle corti o solo la figura del padre di famiglia dei nostri nonni, le preghiere di ringraziamento ecc.

Mi sono permesso, di iniziare con questo piccolo cappello per meglio sottolineare le differenze fra il vecchio mondo e le abitudini consolidate della Repubblica Domenicana nel mangiare.

Penso che molti abbiano potuto osservare che, nelle case dell’isola, il rito della tavola è completamente disatteso.

Le donne, alla mattina, preparano il cibo per poi lascialo sui fornelli e i vari componenti della famiglia, spesso anche allargata, si servono a tutte le ore, mangiando in piedi o seduti, in un angolo o in giardino.

Più che un mangiare è un nutrirsi, senza quella aggregazione che riunisce attorno al tavolo e permette di scambiarsi esperienze, risolvere problemi o solo avere il piacere di frequentarsi.

Con questa abitudine si perde il senso della famiglia ristretta e ció mi fa pensare che, nella Repubblica, la famiglia abbia un senso traslato, in rapporto al nostro. Esiste ma è più un vincolo di sangue, una tribù, che un nucleo. La tribù si difende compatta nei confronti del mondo esterno ma, all’interno, tutto diventa possibile e lecito.

Ed ecco la seconda osservazione.

Tutti hanno potuto constatare, che gli uomini dominicani fanno figli sia in casa ma anche fuori e non si assumono la responsabilità di questa prole numerosa, lasciandola interamente sulle spalle della donna, che spesso è giovanissima e senza reddito.

La confusione è imperante e la figura femminile è la sola che si carica di ogni fardello, ma anche della continuità del nucleo.

Le donne, in questo modo, assurgono ad un ruolo fondamentale in quest’isola e sono le vere depositarie della tradizione e della continuità.

Ora mi domando: la mancanza del rito della tavola é la causa di questa disgregazione o, viceversa, la disgregazione é il viatico che non ha permesso di riunire la famiglia attorno alla tavola?

Insomma è nato prima l’ uovo o la gallina?

Non ho una risposta a questo quesito e lascio il lettore libero di valutarla a suo piacimento visto che questa ha più di una implicazione nel riuscire a capire la vita in questa splendida isola.

Marco Polo



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