Il cocco, una meraviglia di pianta

2009-11-12
Oltre ad essere l'immagine dei Caraibi, ha numerosissime proprietá, alimentari e non

Il cocco é considerato l’albero piú coltivato al mondo in quanto é il principale produttore di grassi vegetali. Nella Repubblica Dominicana riveste grande importanza dal punto di vista economico, sociale, ecologico e paesaggistico, nelle zone turistiche.

Migliaia di famiglie delle zone costiere del paese vivono principalmente della coltivazione del cocco; la sua polpa e il suo succo hanno decine di utilizzazioni.

Di questa pianta si usa tutto. Nulla va perso.

Non si concepisce la regione dei Caraibi senza alberi di cocco, dato che la bellezza di questa pianta é una delle caratteristiche di questa zona del mondo.

Piantagioni commerciali.

Nel paese vi sono quasi 700 mila ettari di piantagioni di cocco di diverso tipo. Senza considerare le palme che sono sulla spiaggia, nei parchi, nei patio, negli alberghi ed in altre aree.

Le piantagioni di cocco sono disseminate nelle otto regioni in cui il Ministero dell’Agricoltura suddivide la zone di produzione agricola del paese.

La regione con maggior quantitá di cocchi é il nord est, con 404 mila ettari. Poi l’est, con 161 mila, il nord ovest con 70 mila, il sud con 16 mila, il centro con circa 13 mila, il nord con 6 mila, il centro nord con 5 mila e il sud ovest con 2 mila.

Nella Repubblica Dominicana vi sono circa 4 milioni di alberi di cocco, concentrati, per la maggior parte nel nord est, secondo l’Osservatorio di Barlovento.

I tipi di piantagione (cocoteros) si classificano, secondo la loro altezza, in nani ed ibridi. Dentro ciascuno di questi due gruppi vi é un gran numero di varietá, a seconda del luogo di origine.

I cocoteros giganti sono usati per la produzione di olio e per il consumo, come frutta fresca; anche se il loro contenuto di acqua é elevato, il sapore é poco dolce. Nel cocotero nano l’autofecondazione é superiore al 94%, il che diminuisce la differenziazione tra padri e figli, e l’ibrido é il prodotto dell’incrocio tra piante dei gruppi gigante e nano.

L’uso degli ibridi é multiple, perché acquisiscono le migliori qualitá dei padri, dando come risultato dei frutti di grandezza da media a grande, buon sapore, buon rendimento della polpa, crescita lenta ed alta produzione di frutti.

La distribuzione della palma da cocco si estende per la maggior parte delle isole e le coste tropicali ed anche in alcuni luoghi al di fuori del tropico. La sua coltivazione si localizza in Indonesia, Malesia, India, Filippine, Centro America ed Africa tropicale.

Usi della pianta e del frutto

Si tratta di una delle piante che presenta la maggior diversificazione di prodotti al mondo ed é una fonte primaria di alimento, bevande e coperture.

Il suo principale prodotto da esportazione é la polpa non processata, poi il cocco secco. La sua diversitá e la sua potenzialitá contribuiscono considerevolmente a sostentare l’economia dei paesi produttori.

Il prodotto piú richiesto del cocco é la sua acqua imbottigliata (o inscatolata), tanto in Asia come in Europa ed in Nordamerica, dato che si tratta di una bevanda dalle molte proprietá e il mercato ne consuma ogni anno quantitá sempre maggiori.

In alcuni paesi europei é di preferenza consumata fresca ed é molto richiesta per feste di vario tipo.

Inoltre, il cocco é un albero con profonde radici culturali ed ambientali nella regione dei Caraibi. Puó essere usato in diversi modi: per la produzione di margarina, acqua di cocco, associato ad altre coltivazioni, in cucina, per l’alimentazione degli animali, per la produzione di ceste, scope e nell’artigianato, come immagine per la promozione turistica, ed altro.

Si raccomanda il consumo del cocco fresco nello stesso giorno, dopo averlo aperto, anche se lo si puó conservare per circa due mesi prima di romperlo.

Si tratta di un frutto ad alto valore energetico, ricco di grassi saturi e di minerali. E’ preferibile consumare il cocco sporadicamente e in piccole quantitá. Nulla di meglio che la moderazione per poter apprezzarne il gran sapore e l’aroma.

da “Hoy”



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